venerdì 7 aprile 2017

Gesù ha detto a suo modo che il principio vero si dimostra nell'ostilità



Un principio  se è realmente un vero principio, lo potete dimostrare anche nell'impossibilità di mantenere il principio a causa del fattore ambientale ostile al mantenimento del principio stesso. 

Per farvi capire voi che sono sicuro che non ucciderete mai nessuno, NON lo farete nemmeno se  qualcuno vi spinge a farlo a causa del fatto che chi ha ipoteticamente ucciso vostra madre sta vivendo tranquillo in un paese dove c'è una pseudo normalità nell'uccidere a causa di qualche guerra. 

Certo l'esempio è vicino al paradossale e all'improbabile, ma serve a farvi rendere conto , e ne sono convinto, che in questa nostra società, l'omicidio è pressochè un peccato sconfitto..  Se dovessimo calcolare la percentuale degli omicidi in europa, probabilmente non arriverebbe nemmeno allo 0,0001%  significa che commetterebbero questo peccato solo 1 persona su .. un milione.   (Matematico controllami i conti, perchè io mi occupo di altro) 

Allo stesso modo dovremo riuscire a mettere in pratica il principio di non rubare, insieme al non truffare ovviamente... ma anche altri principi nel nostro futuro attendono che siano accettati da noi e messi in pratica quando è difficile farlo. 

Oggi ho trovato un passo che ben si adatta a questa mia convinzione, ed è presente in Matteo 5,38-48   e in   Luca 6,27-36

eccovi il link dove potete leggere i seguenti passi.



Bozza in attesa di   opportuna correzione

https://it.wikipedia.org/wiki/Comandamento_dell%27amore


Nostro Padre che mi corregge in tempo reale, aggiunge ciò che è necessario, mediante ciò che è irrazionale,  e mediante una estrazione casuale di FB 

" " "Lo stolto pensa: "Dio non c'è". Sono corrotti, fanno cose abominevoli: non c'è chi agisca bene. Dio dal cielo si china sui figli dell'uomo per vedere se c'è un uomo saggio, uno che cerchi Dio. Salmo 53(52), 2-3 " " "

Qualsiasi cosa fate fatela nella Gloria di DIO                                                









giovedì 15 dicembre 2016

REATO DI BESTEMMIA ESISTE?

Bestemmiare è ancora reato?


La depenalizzazione dell'art. 724 c.p. ha eliminato la rilevanza penale della bestemmia dalla quale, comunque, può derivare una multa di Valeria Zeppilli – L'atto di bestemmiare ha un disvalore sociale tale che per il nostro ordinamento non può passare inosservato.
Dello stesso avviso non sono tuttavia altri ordinamenti, come quello della Gran Bretagna che ha reputato più importante garantire a tutti la libertà di espressione.

In ogni caso bisogna sottolineare che anche nel nostro Paese si è fatto qualche passo nel senso di limitare il disvalore della bestemmia: se, infatti, fino a non moltissimo tempo fa pronunciarla era un reato, oggi non ci si spinge sino a tal punto.

Tuttavia, pur essendosi ormai consolidata la tendenza alla secolarizzazione, la blasfemia comporta comunque alcune conseguenze.
Più in particolare, pronunciare una bestemmia in pubblico ha rappresentato un comportamento penalmente rilevante sino al 30 dicembre 1999, sino a quando, cioè, è entrato in vigore il decreto legge numero 55/1999 che, con l'articolo 57, ha depenalizzato tale fattispecie.
A seguito di questo intervento, però, la rilevanza del fatto non è scomparsa del tutto ma si è solo spostata dal piano penale a quello amministrativo
.
In forza di quanto prevede l'articolo 724 del codice penale, infatti, chiunque utilizza invettive o parole oltraggiose contro la divinità in pubblico soggiace alla sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra cinquantuno euro e trecentonove euro.
Ciò con la finalità perseguita dal legislatore di continuare comunque a garantire il rispetto delle regole civili che sono poste a fondamento di una società organizzata
.
Più precisamente, per poter essere sanzionata, la bestemmia deve essere pronunciata in pubblico, non importa da chi
.
Occorre porre in evidenza che con la sentenza numero 440 del 18 ottobre 1995, la Corte costituzionale ha eliminato ogni riferimento al cattolicesimo
, dichiarando incostituzionale l'articolo 724 del codice penale nella parte in cui limitava la configurabilità della fattispecie ai casi in cui le parole oltraggiose fossero indirizzate alla Divinità, ai Simboli o alle Persone venerati nella religione dello Stato.
Con ciò, per alcuni aspetti, l'ambito di applicazione dell'illecito è stato esteso, ma per altri aspetti è stato ridotto.
Se da un lato, infatti, è scomparsa la connessione con la religione dello Stato
, dall'altro lato è scomparso anche il riferimento a Simboli o Persone venerate, rimanendo solo quello alla Divinità.
Resta fermo che bestemmiare in pubblico nel nostro ordinamento (almeno formalmente) è comportamento illecito e chi lo fa non deve stupirsi se poi si trova costretto a pagare una multa.
Non dimenticate di visitare la fonte:
  Bestemmiare è ancora reato?

(www.StudioCataldi.it)

giovedì 8 dicembre 2016

Il principio di amare il prossimo




La differenza tra noi e Dio, è che Dio ha fede in noi,confidando ogni giorno in noi e nel fatto che possiamo capire, crescere e amare di più, e nonostante gli sbagli, le volte che ci siamo allontanati da lui, e i momenti improduttivi, lui non ci ha mai abbandonati... per questo per quanto piccoli possano essere i nostri passi, egli.. ogni momento ci nutre dell'esperienza che ci serve per imparare ad amare di più. Mentre la nostra fede in Dio è limitata non solo al fatto di non riuscire a mettere in pratica la sua parola, ma per oggi impossibile, di dimostrare di metterla in pratica, quando i fattori ambientali per attuarla sono ostili ... (Il principio, per considerarsi tale, va mantenuto quando tutto ciò che accade, o tutto ciò che ci circonda, rende impossibile mantenere il principio) . Come sapete il principio che Dio vuole trasmettere a ciascuno di noi è AMARE il prossimo, e Gesù ha messo in pratica l'amore per il prossimo nonostante i fattori ambientali ostili.

venerdì 22 aprile 2016

L'albero inutile - Versione Greco

Nel campo di un contadino c'è un albero bello ed alto, ma privo di frutti, e offre solo rifugio ai passeri. L'agile contadino vuole abbattere l'albero a causa della sua sterilità e infligge con l'ascia forti colpi. I passeri rimproverano con pungenti parole il contadino e dicono: << tu ritieni inutile l'albero poichè non produce frutti, ma esso dà fresca ombra alle tue fatiche, tranquillo invece rifugio a noi, quando rallegriamo i tuoi bambini con i nostri canti. Di conseguenza,non abbattere l'albero>>. Il contadino dapprima non dà retta alle parole dei passeri, in seguito trova nel legname un grande alveare di laboriose api, ripone l'ascia e rispetta l'albero in quanto sacro. Spesso il giusto non è amato dagli uomini mentre viene invece perseguitato il guadagno.

martedì 29 marzo 2016

iL RACCONTO DEI LUNGHI CUCCHIAI





In questo breve racconto indiano una grande verità, che dovrebbe essere uno spunto per interessanti riflessioni sulla nostra esistenza. Quasi sempre la soluzione ai problemi del mondo, piccoli o grandi, di guerre o di liti tra vicini di casa, è la condivisione e l'aiuto reciproco. Così potrebbe essere, ognuno mette a disposizione le proprie qualità, i propri talenti e le risorse in suo possesso per il bene di tutti, anche di noi stessi. E' l'onda della nuova energia con cui nessuno perde e tutti vincono! Leggiamo e meditiamo ....

Un giorno, un sant'uomo chiese a Dio:
- Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno.
Dio condusse il sant'uomo verso due porte.
Ne aprì una e gli permise di guardare all'interno.
C'era una grandissima tavola rotonda.
Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso.
Il sant'uomo sentì l'acquolina in bocca.
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato.
Avevano tutti l'aria affamata.
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma
poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non
potevano accostare il cibo alla bocca.
Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio disse: "Hai appena visto l'Inferno".
Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta.
Dio l'aprì.
La scena che l'uomo vide era identica alla precedente.
C'era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l'acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici.
Questa volta, però erano ben nutrite, felici e conversavano tra di
loro sorridendo.
Il sant'uomo disse a Dio:
- Non capisco!
- E' semplice, - rispose Dio -, L'inferno e il paradiso sono identici nella struttura solo che in paradiso hanno imparato che il manico del
cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire se stessi, ma permette
di nutrire il proprio vicino. Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni
con gli altri!
Quelli all'inferno invece, non pensano che a loro stessi.